Mio marito è cacciatore, figlio e nipote di cacciatori, e mio malgrado, questa dispendiosa attività lo appassiona molto. Dedica buona parte del suo tempo libero a lunghe camminate in montagna per monitorare la presenza delle sue future prede, a pulire e tarare fucili, a leggere libri e consultare siti e video a tema venatorio (e spesso devo tradurglieli,  perché sono americani o canadesi). Chi non è o frequenta cacciatori, non ha idea del business che gira attorno a questa attività. Tra le varie azioni di monitoraggio faunistico, figura anche il piazzamento di fototrappole, opportunamente posizionate in luoghi strategici, in modo da controllare quali e quanti animali passino da quel determinato punto e con quale frequenza.
Ieri lui e il suo compagno di caccia sono andati a prendere una di queste fototrappole, e una volta a casa, si sono diretti davanti al computer per controllare le fotografie. Io ero in un’altra stanza, e come sempre, li lasciavo ai loro discorsi pieni di numeri (i calibri dei fucili da portare alla battuta) e nomi strani (i posti di montagna hanno nomi stranissimi e spesso impronunciabili ai non addetti…). A un certo punto, però, ho sentito i toni delle voci alzarsi in gridolini ed esclamazioni di stupore, nemmeno si fosse materializzata Belen nuda davanti a loro.
Sono andata a vedere che cosa aveva suscitato tanto entusiasmo ed emozione, e lo stesso stupore ha colpito anche me.
Come tutti i cacciatori, i due sono gelosi dei loro trucchi e posti e non volevano, inizialmente, che pubblicassi queste foto, ma anche io ho le mie armi, seppur diverse dalle loro…
E così sono riuscita ad averle e ve le posto, spero emozionino anche voi!

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