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Narra una leggenda giapponese che ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra, che la lega indissolubilmente alla propria anima gemella. Tale filo è indistruttibile: qualunque cosa accada e ovunque si trovino, le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e stare insieme.
Noi non entreremo in merito alle anime gemelle, ma vi racconteremo una storia che ha comunque il rosso come filo conduttore: il rosso della passione, del fuoco, dell’amore, del… peperoncino!

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Il protagonista della storia che vi racconteremo oggi è il tolmezzino Giovanni Tondo, che da buon carnico, è un uomo caparbio e dal multiforme ingegno: imprenditore, filantropo, agricoltore… difficilissimo etichettarlo. Certo è che sa reinventarsi, stupire, ma soprattutto che non teme, ma anzi: ama e cerca le novità. Questa inclinazione alla sperimentazione, al tuffarsi in nuove avventure, insolita per un carnico, probabilmente l’ha ereditata dal padre Franco, che carnico non era.
Giovanni da giovane sposo ha adottato due bimbi indiani, in un periodo, gli anni ’80, in cui l’adozione era quasi un tabù, per lo meno in questo lembo del nord est Italia.
Forse, il filo rosso lo univa a quei due bimbi bellissimi abbandonati in un orfanotrofio di Delhi. Almeno a me piace pensarlo, visto che il maschio gli somiglia sia nell’aspetto che nei gesti, mentre le femmina ha perfino la voce e i modi di fare della madre…
Ma arriviamo al peperoncino, la vera star di questo post: un giorno di due anni fa, Giovanni conosce Pieri e Marco, due giovani che avevano scoperto che la Carnia, questa terra montuosa, aspra e piovosa è incredibilmente adatta alla coltivazione del peperoncino. E vi si sono dedicati con entusiasmo e passione.

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Ma la passione iniziale si è presto spenta, come tutti i fuochi che divampano e bruciano troppo in fretta… non prima, però, di aver fatto scoccare la scintilla di quel fuoco in Giovanni, che, intuito il potenziale della risorsa, insieme al fratello Renzo, proprietario degli alberghi Al Benvenuto a Tolmezzo e Al Fogolar a Verzegnis, ha pensato di dedicarsi alla coltivazione di questo arbusto e poi servire i peperoncini e tutti i loro derivati nei ristoranti. Detto, fatto: Giovanni trova i campi adatti proprio vicino al Fogolar, e, aiutato dalla sua amata Ancilla, si dedica con cura e amore alla coltivazione di peperoncini e altri ortaggi. La coltivazione è rigorosamente biologica: l’unico concime usato da Giovanni è il letame di mucca che gli fornisce direttamente un suo amico contadino, mentre la lotta agli insetti e funghi avviene attraverso l’uso di zolfo e verderame.

Qualche giorno fa Giuseppe ed io siamo andati a trovarlo nel suo orto, a Verzegnis, e ci siamo trovati in un mondo colorato dalle calde sfumature di rosso e giallo degli Habaneros, Cayenna, Red Scorpion, Moruga, Jalapeños…  Di alcune  di queste varietà ignoravamo perfino l’esistenza! Sembra impossibile che queste piante, originarie del Sud America, crescano così rigogliose in Carnia, eppure è così. L’orto di Giovanni è un tripudio di colori vibranti e allegri, che sulle tavole si trasformano in sapori e profumi. Abbiamo annusato, toccato e ammirato i peperoncini brillanti e sodi e scoperto confetture dolci e piccanti allo stesso tempo, saporito e delizioso accompagnamento di carni e formaggi, soprattutto se servite durante una cenetta a due, poichè si dice che queste confetture abbiano poteri afrodisiaci tali che è meglio consumarle con attenzione… e poi polveri aromatizzate, polpe da usare nelle salse, Jalapeños ripieni sottaceto… le possibilità di impiego dei peperoncini sono infinite!

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Noi vi suggeriamo di provare, durante una fredda sera d’inverno accanto alla vostra dolce metà, una cioccolata calda corretta con una punta di cucchiaino di polvere di peperoncino: vi assicuriamo che poi non avrete più freddo! 😉

Info: www.peperoncinocarnia.com